L’allegoria di un mondo in crisi nella Maschera iatro-politica di Francesco Pona
Abstract: (The Allegory of a World in Crisis in The Iatro-political Mask by Francesco Pona)The physician Pona’s solid medical knowledge and his skills as an appreciated writer are intertwined in the allegorical narrative work The iatro-political mask (1627), in which the locus allegoricus is precisely the human body which sees its organs and various other parts and particles ‒ all personified as princes and princesses, marquises and marchionesses, counts and countesses, barons, knights, servants etc. ‒ clash in irreconcilable political conflicts and in a ferocious and absurd war. The allegory serves as a “mask” so that Pona can create, at the time of the Inquisition and Spanish censorship, a political and human fresco of his own society torn apart by bitter conflicts and violence. Allegory, as Walter Benjamin states in The Origin of German Tragic Drama, is the most congenial choice in reflecting a world that has lost its cohesion and in which it has become impossible to appeal to a transcendental instance. There is no escape from Pona’s narrative universe, marked by disorder and disintegration. The characters wander in this closed world, entirely dominated by the corporeal and by an idea of history that corresponds to a mechanistic conception, of which Pona is, to a certain extent, a forerunner in the seventeenth century. Language is also physicalized both on its denotative and connotative sides. The fear of the inevitable progression towards death is exorcised through a pervasive and hilarious parody that leads to a narrative anticlimax which reveals strongly transgressive and subversive positions of the pre-established order, placing Pona at the antipode of an entire line of prudential literature.
Keywords: Baroque, allegory, mechanism, physicalized language, parody.
Riassunto: Le salde conoscenze del medico Pona si intrecciano con le sue doti di apprezzato scrittore nella narrazione allegorica La maschera iatro-politica (1627), in cui il locusallegoricus è proprio il corpo umano che vede scontrarsi, in insanabili contrasti politici e in una feroce e assurda guerra, i suoi organi e varie altre sue parti e particelle, tutti personificati in principi e principesse, marchesi e marchese, conti e contesse, baroni, cavalieri, servi ecc. L’allegoria funge da “maschera” perché Pona possa realizzare, ai tempi dell’Inquisizione e della censura spagnola, un affresco politico e umano della propria società lacerata da acerbi conflitti e violenze. L’allegoria, come afferma Walter Benjamin nel Dramma barocco tedesco, è la scelta più congeniale nel rispecchiamento di un mondo che ha perso la sua compattezza e in cui è diventato impossibile appellarsi ad un’istanza trascendentale. Dall’universo narrativo poniano, segnato dalla caducità, dal disordine e dalla disgregazione, non c’è via di scampo. I personaggi si aggirano in tale mondo chiuso, interamente dominato dal corporeo e da un’idea della storia che corrisponde ad una concezione meccanicistica, di cui Pona è nel Seicento, per certi versi, un antesignano. Il linguaggio è anche esso fisicizzato al massimo tanto sul suo versante denotativo quanto su quello connotativo. La paura dell’ineluttabile procedere verso la morte è esorcizzata tramite il ludico e una pervasiva ed esilarante parodia che portano ad un anticlimax narrativo che rivela posizionamenti fortemente trasgressivi e di sovversione dell’ordine precostituito che piazzano Pona all’antipode di tutt’una linea di letteratura di stampo prudenziale.
Parole-chiave: Barocco, allegoria, meccanicismo, linguaggio fisicizzato, parodia.