Manca il sole ma si sta bene lo stesso di Irina Ţurcanu. Una lettura “crisologica”
Abstract: (Manca il sole ma si sta bene lo stesso byIrina Ţurcanu. A “crisological” reading) The paper offers a “crisological” reading of Irina Ţurcanu’s novel Manca il sole ma si sta bene lo stesso (Marsilio, 2024), analyzing three key moments of crisis in Romania’s recent history, as portrayed through the story of the Rubanencu family (the father Aurel, his wife Cristina, and their daughter Ina). These moments include the economic crisis of the 1980s under the Ceausescu regime; the difficult transition from communism to democracy and a free market economy; and, later, the emigration of the Romanian people to Italy at the turn of the millennium in search of a better future – along with the subsequent challenges of integration into the host society. The aim is to highlight how the author retraces recent Romanian history through a narrative that is both authentic and vivid, strongly autobiographical in tone, and marked by a paratactic style aimed at immediacy, by quick and intense dialogues and, at the lexical level, by the use of Romanian terms either translated or explained in context, thereby emphasizing culturally specific elements.
Keywords: novel, crisis, Romania, Italy, migration.
Riassunto: La trattazione propone una lettura “crisologica” del romanzo Manca il sole ma si sta bene lo stesso (Marsilio, 2024) di Irina Ţurcanu, analizzando i tre momenti di crisi nella storia recente della Romania, evocati nel libro attraverso le vicende della famiglia Rubanencu (il padre Aurel, la moglie Cristina e la loro figlia Ina). Si tratta della crisi economica degli anni 1980 durante il regime di Ceauşescu, poi della difficile fase di transizione dal regime comunista alla democrazia e alla libertà di commercio e, successivamente, dell’emigrazione dei romeni in Italia a cavallo tra la fine degli anni 1990 e i primi anni del 2000, alla ricerca di un futuro migliore, con le conseguenti problematiche dell’integrazione nella società ospitante. L’obiettivo è quello di evidenziare la maniera in cui la scrittrice riesce a ripercorrere la storia romena recente in una narrazione genuina e vivace, di forte impronta autobiografica, contraddistinta da uno stile paratattico che punta all’immediatezza, da dialoghi veloci e intensi e, a livello lessicale, dall’uso di voci romene tradotte o spiegate nel contesto, che mettono in evidenza le caratteristiche culturospecifiche.
Parole-chiave: romanzo, crisi, Romania, Italia, migrazione.