L’intelligenza artificiale: rivoluzione o “crisi” nell’insegnamento delle lingue straniere?
Abstract: (Artificial Intelligence: Revolution or 'Crisis' in Foreign Language Teaching?) Artificial intelligence has radically transformed many sectors, including the field of language education. The use of artificial intelligence in pedagogical practices has its roots in the 1980s; however, only in recent years tools like chatbots, machine translation systems, and tailored educational platforms have gained popularity. This presentation aims to analyze whether artificial intelligence represents a revolution or a "crisis" in the field of foreign language teaching. On the one hand, it concerns the potential of artificial intelligence, namely personalized learning (adaptive exercises, real-time feedback, and language courses specifically designed for individual students), increased accessibility, and optimized instruction time (continuous oral and written practice, use of authentic materials, immersion in the studied culture and language, etc.). On the other hand, using artificial intelligence without a critical and informed approach runs the risks of compromising the quality of language learning. Factors such as the dehumanization of educational interactions, technological dependence, and the loss of cultural subtleties must be considered. The paper seeks to demonstrate, through illustrative examples, that AI represents a tool for improving and modernizing the acquisition of foreign languages, while also presenting various limitations and contexts in which the teacher’s role remains essential. The paper concludes by suggesting that artificial intelligence is an exceptionally powerful tool; however, it is up to educators to determine its integration into teaching contexts. A balanced and conscious use of artificial intelligence has the potential to bring substantial benefits to the educational process.
Keywords: artificial intelligence, teaching, languages, revolution, crisis.
Riassunto: La diffusione dell’intelligenza artificiale ha trasformato radicalmente numerosi settori, incluso il campo dell’educazione linguistica. L’uso dell’intelligenza artificiale nelle pratiche pedagogiche ha le sue origini negli anni ’80; tuttavia, soltanto negli ultimi anni strumenti come chatbot, sistemi di traduzione automatica e piattaforme educative su misura hanno acquisito popolarità. Il presente intervento si propone di analizzare se l’intelligenza artificiale rappresenti una rivoluzione o una “crisi” nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere.Da una parte, si tratta della potenzialità dell’intelligenza artificiale, cioè la personalizzazione dell’apprendimento (esercizi adattivi, feedback in tempo reale e corsi di lingua progettati specificamente per i singoli studenti), una maggiore accessibilità e ottimizzazione dei tempi di istruzione (pratica continua in forma orale e scritta, utilizzo di materiali autentici, immersione nella cultura e lingua studiata, ecc.). Dall’altra parte, usare l’intelligenza artificiale senza un approccio critico e informato si corre il rischio di compromettere la qualità dell’apprendimento linguistico. Fattori come la disumanizzazione delle interazioni educative, la dipendenza tecnologica e la perdita delle sottigliezze culturali devono essere prese in considerazione. Il lavoro cerca di dimostrare, attraverso esempi illustrativi, che l’IA rappresenta uno strumento di miglioramento e modernizzazione nell’acquisizione delle lingue straniere, pur presentando varie limitazioni e contesti in cui il ruolo del docente rimane indispensabile. L’intervento si conclude suggerendo che l’intelligenza artificiale è uno strumento eccezionalmente potente; tuttavia, spetta agli educatori determinarne l’integrazione nei contesti didattici. Un utilizzo equilibrato e consapevole dell’intelligenza artificiale ha il potenziale per apportare vantaggi sostanziali al processo educativo.
Parole-chiave: intelligenza artificiale, insegnamento, lingue, rivoluzione, crisi.