Diversità e creatività: l’onomastica diabolica nelle traduzioni romene della Divina commedia

Abstract: (Diversity and Creativity: the Onomastics of Devils in the Romanian Translations of the Divine Comedy) This article examines the Romanian names of the devils in different translations of the Divine Comedy. I analyse the solutions adopted by the authors of complete translations of Dante’s Inferno, both in verse or prose: Maria Chițiu (1883), Nicolae Gane (1906), George Coșbuc (1925), Alexandru Marcu (1932), Ion A. Țundrea (1945), Eta Boeriu (1965), George Buznea (1975), Giuseppe Cifarelli (1993), Răzvan Codrescu (2006), Marian Papahagi (2012), Cristian Bădiliță (2021). Given the countless possible interpretations of the devils’ names (i.e., deformations of names of Florentine and Lucca families, names of popular inspiration, creative lexical combinations), translators inevitably made a choice in order to come up with an own and sole Romanian variant. To preserve the comic effect sought by Dante himself in the invention of the devils’ names, Romanian translators chose combined names or employed suffixes frequently found in the names of characters from local fairy tales and folklore. The richness and the diversity of the solutions adopted indicate a reasoned approach as well as a dynamic relationship with the source text, which may be set in relation with different timed receptions of the Divine Comedy in Romania.

Keywords: Dante, Inferno, Romanian translations, devils’ names.

Riassunto: La relazione si concentra sulle varianti proposte per rendere in romeno i nomi dei diavoli della Divina commedia. Verranno esaminate le soluzioni individuate dagli autori di varianti integrali, in versi o in prosa, dell’Inferno di Dante: Maria Chițiu (1883), Nicolae Gane (1906), George Coșbuc (1925), Alexandru Marcu (1932), Ion A. Țundrea (1945), Eta Boeriu (1965), George Buznea (1975), Giuseppe Cifarelli (1993), Răzvan Codrescu (2006), Marian Papahagi (2012), Cristian Bădiliță (2021). Tra le innumerevoli interpretazioni possibili dell’onomastica dantesca (deformazioni di nomi di famiglie fiorentine e lucchesi, nomi di ispirazione popolare, fantasiose combinazioni lessicali ecc.), i traduttori romeni inevitabilmente operano una scelta per proporre un’unica variante nel testo di arrivo. Per conservare l’effetto comico ricercato da Dante stesso nell’invenzione dei nomi dei diavoli, essi ricorrono a parole composte o derivate con suffissi che non di rado si riscontrano anche nella formazione dei nomi di personaggi delle fiabe e del folclore romeno. La ricchezza e la diversità delle soluzioni suggerite dalle varie traduzioni dell’Inferno indicano un approccio ragionato e un rapporto dinamico con il testo di partenza nei diversi momenti della sua ricezione in Romania.

Parole-chiave: Dante, Inferno, traduzioni romene, onomastica diabolica.

Sectiune
Lingua e letteratura italiana
Pagina
126
DOI
10.35923/QR.10.02.10