«Ecco i libri che tutti dovrebbero leggere»: appunti sulla lingua di Carlo Bo

Abstract: («Ecco I libri che tutti dovrebbero leggere»: Notes on the language of Carlo Bo) The paper reviews some of the most recent pages of Italian critic Carlo Bo (1911-2001), focusing on the linguistic aspects of his writing. The subject of the study is the brief reviews and critical notes that Bo writes on newspapers such as the «Corriere della Sera» and in magazines such as «Gente», and in particular those about authors and books of Italian literature. We study some short, acute profiles in which the critic’s perspective is deliberately blended with the one of the reader, and where the search for good authors and books to read is not based on pre-established ideological patterns or elements such as editorial success: in his notes often Bo suggests readings, rediscovers little-known authors, or expresses his opinions on recent books. The aim is to confirm or integrate, with linguistic findings related to Bo’s notes, what some scholars have written about the style of the principal works of the critic (from Letteratura come vita and Otto studi onwards).

Keywords: Bo, Carlo; literary criticism; Italian periodicals and newspapers; Italian language; Italian literature.

Riassunto: Nel contributo ci si occupa della lingua degli scritti del critico Carlo Bo (1911-2001); un personaggio fondamentale, presente nella vita culturale italiana lungo tutto il Novecento, attivo nell’accademia e come divulgatore. Il punto di partenza è la domanda Esiste uno stile di Bo critico?, e la risposta è tutt’altro che univoca: lo studio riporta i risultati della prima fase dello spoglio testuale di una scelta di testi, senza pretesa di esaustività. L’indagine muove dai rilievi dei principali studiosi fra i pochi che si sono occupati di Bo dal punto di vista linguistico, cercando di individuare un minimo comun denominatore tra le diverse posizioni. Segue il commento di alcuni testi, dal quale si evince innanzitutto che non è possibile parlare di un solo Bo, ma di diverse fasi nell’attività del critico; soprattutto, e piuttosto eloquentemente, dall’analisi dei testi riportati emerge un “Bo divulgatore”, almeno dagli anni Ottanta, che usa una lingua più immediata, agile rispetto a quella nota ai più, cioè quella del Bo classico (dagli anni Trenta ai Sessanta).

Parole-chiave: Bo, Carlo; critica letteraria; lingua dei giornali; lingua italiana; letteratura italiana