Carlo  Bernari, una penna tra due guerre

Abstract: (Carlo Bernari, a pen between two wars) The purpose of this research is to analyse how much the writer Carlo Bernari exploited, almost rode the wave of the socio-political crisis of his years between the two world wars, how much he was influenced by it, or how much he helped to fuel it. Bernari, since his first novel, Tre operai (Three Workers), published in 1933, revealed himself to be an acute observer of the city around him; as Neapolitan writer, he described a cruel Naples, more similar to Viviani’s world than Scarpetta’s one, of which he favoured the less well-off classes. This novel-essay, which openly presents itself as a polemical act aimed at replacing previous ideals with the concrete reality of the period, is extremely important in the new literary scenario, due to its historical as well as social skills-environment. We can definitely define Carlo Bernari as a forerunner of neo-realism, a current in embryo, which would only assert itself after the Second World War, and he would confirm his skills as a writer-essayist with Speranzella, published in 1949, which would win the 1950 Viareggio Prize. This novel, which presents a kaleidoscope of characters living in Via Speranzella, a street in the Quartieri Spagnoli, parallel to Via Toledo, is also a linguistic experiment due to the continuous mixing of Neapolitan and Italian. Bernari thus acts as a ‘keystone’ in the transition from descriptivism to problematism, using the historical-political element as a frame and as the essence of the narrative, revealing the pre- and post-Fascist literary crisis in its complete bareness’.

Keywords: fascism, war, Naples, working class, survival.

Riassunto: Questo articolo ha lo scopo di analizzare quanto lo scrittore Carlo Bernari abbia sfruttato, quasi cavalcato, l’onda della crisi socio-politica dei suoi anni, a cavallo tra le due guerre mondiali, quanto ne sia stato influenzato o quanto abbia favorito ad alimentarla. Bernari, fin dal suo primo romanzo, Tre operai, del 1933, si rivela un acuto osservatore della città che lo circonda; scrittore napoletano, descrive una Napoli cruda, più vivianea che scarpettiana, di cui predilige le classi meno abbienti. Questo romanzo-saggio, che si presenta apertamente come atto polemico volto a sostituire gli ideali precedenti con la realtà concreta del periodo, è estremamente importante nel nuovo scenario letterario, per le sue competenze-ambientazioni sia storiche sia sociali. Possiamo decisamente definire Carlo Bernari un antesignano del neorealismo, corrente in embrione, che si affermerà solo nel secondo dopoguerra, e il Nostro confermerà le sue abilità di scrittore-saggista con Speranzella, del 1949, che sarà vincitore del premio Viareggio 1950. Questo romanzo che presenta un caleidoscopio di personaggi che vivono appunto in via Speranzella, una strada dei quartieri spagnoli parallela a Via Toledo, è anche una sperimentazione linguistica per le continue mescolanze del dialetto napoletano e lingua italiana. Bernari si pone così come “chiave di volta” nel passaggio dal descrittivismo al problematismo usando l’elemento storico-politico come cornice e come essenza della narrazione, svelando la crisi letteraria pre e post fascismo nella sua completa “nudità”.

Parole-chiave: fascismo, guerra, Napoli, classe operaia, sopravvivenza. 

Sectiune
Lingua e letteratura italiana
Pagina
367
DOI
10.35923/QR.13.02.28