Per un nuovo canzoniere. Seicento lirico fra F. Donno, A. Bruni e G. Fontanella

Abstract: (For a new canzoniere. Lyrics of the 17th among F. Donno, A. Bruni and G. Fontanella) In the first part of the 17th century the portrayal of the canzoniere’s form, modulated on the Tasso-style model, is deeply affected by the impact with the Marino’s rhymes. Interestingly, it looks like the Southern opera, which does not neglect the seats of Rome and Venice, looks at Naples as the center of creative paths and poetic proposals, in a polythematic-emulation fashion. Authors such as A. Bruni, F. Donno, and G. Fontanella appear to be initially affected by a matrix of experimental tension, within the most available academies to the new poetics of wonder/variety or within other impregnated cult cultures to the myth of Tasso; but in the course of time some authors recognized the instances of classicist harmony acquired in the Neapolitan context and rethought their work in tender verses of tender musicality. Among the Marinian ways of amplification, with the effects of skillful virtuosity on a curious and free exploration of the potentials of Petrarca and Bembo code, internal lines also emerge, which did not obey the lesson of the Tasso and were linked to the poetics of Marino in an open and flexible way, also illuminated by individual biographical experiences with personal innovations, which are distant from epigonism, with fruitful re-elaborations of an archetype. The process of changing the literary canon thus met the relativity of taste, in times of waste and recovery, but in correlation with the thrill and rich spirit of the 17th century.

Keywords: Lirics, Barocco, Petrarca, Tasso, Marinian ways.

Riassunto: (Per un nuovo canzoniere. Seicento lirico fra F. Donno, A. Bruni e G. Fontanella) Nel primo Seicento l’approdo alla forma del canzoniere, modulato sul modello tassiano-bembesco, pare profondamente intaccato dall’impatto con le rime mariniane. Interessante così appare lo scorcio sulla lirica meridionale, che non trascura le sedi di Roma e di Venezia, ma che guarda a Napoli come centro di percorsi creativi e di proposte poetiche in versione politematico-emulativa. Autori come A. Bruni, F. Donno e G. Fontanella sembrano risentire inizialmente di una matrice protesa a una tensione sperimentalistica, fra accademie più disponibili alla nuova poetica della varietà-meraviglia e altri sodalizi impregnati del culto riservato al mito tassiano; ma in progresso di tempo alcuni autori non disconobbero le istanze di armonia classicistica acquisite nel contesto napoletano e ripensarono il proprio operare, sino a versi di tenera musicalità. Tra modi mariniani amplificati su una curiosa e libera esplorazione delle potenzialità del codice petrarchistico-bembesco, emergono pure linee interne, che non obliavano la lezione del Tasso per collegarsi alla poetica del Marino in aperture flessibile, illuminate dalle esperienze biografiche individuali, con personali innovazioni distanti dall’epigonismo, nelle rielaborazioni feconde e vivificatrici di un archetipo. Il processo di cambiamento del canone letterario incontrava così la relatività del gusto, in momenti di scarto e di recupero, ma in correlazione con lo spirito mosso e ricco del primo Seicento.

Parole-Chiave: Lirica, Barocco, Petrarca, Tasso, poetica marinista.