Mari, inferni, isole del mito: viaggi e viaggiatori nei libretti d’opera di Salvatore Quasimodo

Abstract: (Seas, hells, mythological islands: travels and travellers in Salvatore Quasimodo’s librettos) Quasimodo’s poetics and existence are connoted by the experience of travelling, a real journey from Sicily to the Continent, and a literary journey, which the writer takes to rediscover his roots of Sicilian-Greek writer, to find out his cultural identity. If the different meanings of travelling cross the most part of Quasimodo’s writings, in this proposal I intend to focus his librettos, rarely examined by scholars. An anguished journey to the depths of the human soul can be considered Billy Budd, libretto published in 1949, music by Giorgio Federico Ghedini. The opera is inspired to Melville’s novel; it tells the painful story of a young and handsome sailor defamed by an envious colleague, Claggart; Billy kills his enemy being unable to defend himself through words, and he is damned by his captain who doesn’t dare to question the law. The sea crossed by the ship is a symbol of freedom and naturality, embodied in the protagonist, “lieto Iperione del mare”; on the other hand the meanness, the moral squalor, and the inanity of the other characters are highlighted. Few years later Quasimodo focuses Orfeo’s journey in his libretto Orfeo. Anno Domini MCMXLVII (1960), music by Gianni Ramous. In the text the katabasis becomes a path of knowledge within the horrors of the Second World War, just gone by; Orfeo emerges out of the mud together with Euridice, who embodies the life restored, thanks to the strength of love. Lastly the libretto L’amore di Galatea (1964) shows a fictional Sicily, where the rude Polifemo loves the delicate nymph Galatea; Ulixes arrives in the isle as a conqueror and deceives the Cyclops, killing him while the whole Sicily dies, destroyed by the arrogance of the stranger. Quasimodo’s librettos therefore identify the different functions of travel: will of escaping from daily life, desire and need to know oneself and the others, experience however tragic, sometimes, which can determine disorder, loss of identity, death.

Keywords: Salvatore Quasimodo, librettos, travelling, Sicily, Orfeo

Riassunto: L’esistenza e la poetica di Quasimodo sono connotati dall’esperienza perenne del viaggio, quello reale e geografico dalla Sicilia a varie città dell’Italia e quello letterario alla riscoperta delle proprie radici di siculo- greco, che nel mito trova senso e giustificazione. Un percorso che è quindi costruzione identitaria, dal Continente all’isola, ma anche in senso contrario, fuori dagli stretti confini isolani e al di là della banalità quotidiana; emblematico in tal senso L’alto veliero (Ed è subito sera, 1942). Infine il viaggio è quello dello straniero/conquistatore, che depreda una Sicilia perennemente asservita ed esposta al desiderio rapace dell’altro. Se i vari sensi del viaggiare strutturano l’intera poetica di Quasimodo in questo contributo si vuole comunque focalizzare soprattutto la poesia per musica, raramente presa in esame dalla critica. Il viaggio è percorso infero e angoscioso nel sottosuolo dell’animo umano in Billy Budd, libretto d’opera in un atto del 1949, su musica di Giorgio Federico Ghedini. L’opera si ispira al romanzo di Melville per raccontare la dolorosa vicenda del giovane e bellissimo marinaio arruolato sull’Indomitable e diffamato dall’invidioso maestro d’armi Claggart; Billy uccide il suo nemico con un pugno perché incapace di difendersi a parole, ed è condannato dal capitano che non ha il coraggio di mettere in discussione la legge. Il mare che la nave percorre è simbolo di libertà e naturalità, che s’incarna nella figura del protagonista, “lieto Iperione del mare”; di fronte all’infinita distesa acquorea risaltano la meschinità, lo squallore morale, l’inanità degli altri personaggi. Qualche anno dopo Quasimodo racconta il viaggio di Orfeo nel libretto Orfeo-Anno Domini MCMXLVII (1960) concepito in forma di oratorio in un atto, su musica di Gianni Ramous; il testo rielabora in forma drammatica tre poesie già pubblicate nel 1949, Dialogo, Quasi un madrigale e Anno Domini MCMXLVII. La catabasi è percorso di conoscenza, allusivo agli orrori, alla sporcizia, all’insensatezza di una guerra reale – il secondo conflitto mondiale - appena trascorsa; Orfeo emerge dal fango e dal sangue, insieme ad Euridice, simbolo della vita restituita grazie alla forza della passione amorosa.

Parole-chiave: Salvatore Quasimodo, libretti d’opera, viaggio, Sicilia, Orfeo