L’anti-canone del “parlar esmesurato”. Appunti sui percorsi traduttivi di quattro Laude di Iacopone da Todi

Abstract: (The Anti-Canon of «Parlar Esmesurato». Translating Strategies in the Romanian Version of Four Laude by Iacopone da Todi) The first Romanian rhymed version of the most beautiful Laude by Iacopone da Todi is about to be published by Humanitas Publishing House. The idea that could mainly connect the XIIIth century mystical poet to the general topic of this year’s Conference is the perpetual tension between theological canon and expressive anti-canon in Iacopone’s Laudarium. The essay is aimed to reveal some of the difficulties a translator has to deal with when interpreting Iacopone’s text which nowadays is absolutely incomprehensible even to Italian specialists in philology without a good critical edition and a good glossary. There are first linguistic difficulties (Umbrian dialectal and archaic forms, Latin and Gallic borrowings, brand new lexical innovations etc.), then semantic difficulties (an anticanon use of emblem words from the lyrical tradition of Provence and France), then prosodic structures to be maintained (impelling use of rhyme and limited seven or eight units verse) and then historical and cultural XIIIth century realia to be deeply understood. Punctual translating options will be provided by the Romanian version of four masterpieces written by the poet of Todi: O iubelo de core, O amor, divino amore, Quando t’alegri omo de altura and O, Signor per cortesia.

Keywords: Iacopone da Todi, Laude, Romanian Translation, Verse, Rhyme.

Riassunto: Prossimamente le più belle Laude di Iacopone da Todi conosceranno per la prima volta in Romania una traduzione in metro e rima. A connettere la figura del poeta mistico della fine del Duecento al tema generale del convegno, si potrebbe parlare di una perpetua tensione fra canone teologico e anticanone espressivo nel Laudario del grande Tudertino. Il presente intervento si propone di svelare alcuni degli ostacoli che il traduttore deve affrontare nell’approfondimento di un tipo di testo assolutamente insondabile anche da parte degli esperti di filologia antica in assenza di un buon apparato critico e di un generoso glossario, partendo dalle difficoltà lessicali (trattamenti fonetici umbro-meridionali, prestiti provenzali, latinismi, coniazioni dell’autore ecc.), semantiche (uso anti-canonico dei termini emblematici per la lirica cortese di origini trovatoriche) e prosodiche (l’obbligo di rispettare il limitatissimo settenario o ottonario e la rima), fino a quelle legate alle realia storiche e culturali dell’epoca. Verranno inoltre commentate le strategie traduttive adoperate nella versione romena di quattro capolavori iacoponici: O iubelo de core, O amor, divino amore, Quando t’alegri omo de altura e O, Signor per cortesia.

Parole-chiave: Iacopone da Todi, Laude, traduzione rumena, metro, rima.