Il principio di capacita’ contributiva nella riforma rivoluzionaria del regno di Servio Tullio e l’evoluzione del sistema tributario romano

Abstract: The Principle of Contribution Capabilities in the Revolutionary Reform of the Kingdom Of Servio Tullio). Every modern state seeks to ensure coexistence, peace, individual freedom, cooperation, and above all to ensure the tranquility of life in society by promoting the welfare and progress of the people. To ensure social services a state has the right to tax, i.e. the power of taxation, which consists of the power of the state to withdraw the resources needed to provide services to citizens from the private economies.  In the earliest period of the history of Rome, at the time of the monarchy, the administration of public funds, unlike the modern states, was only the king, who had all the powers, including that of ensuring social peace and to impose and dispose of the public money.  On the imposition of taxes there were many injustices perpetrated by some king. Historians do not remember other than that of the capitation tax, which consisted of a live performance called personal tribute to the head (tributum in capita), which initially weighed equally on both the rich and the poor (and therefore against every principle of contributory capability). Indeed, since the tax was handled by the officials in an arbitrary manner, it came to lie solely on the poorer class. With the accession to the throne of Servius Tullius there was put an end to the injustices and assured what we might call social peace. Historians point out that the sixth king of Rome has gone down in history for major innovations introduced in the tax system and for the great justice that guided his financial reform, which, while safeguarding the supreme interests of the state, went out of its way to meet the conditions of the lower classes of the Roman people.  The establishment of the centuries and the introduction of the distribution of the tax are attributable to the tax reform of Servius Tullius, because of the wealth owned by each taxpayer. This contribution system today is called the principle of ability to pay that requires every citizen to fulfill the duty of solidarity in proportion to income.  With the tulliana reform came the first real tribute that Rome had ever known: the former tributum censorship, which had the characteristics of a direct tax, real and proportional to the wealth possessed. Also attributed to Servius Tullius was the establishment of the "Land Registry" which means a registry that supplied detailed and accurate data, the basis of which occurred taxation. The register contained the names of every citizen, with members of his family, the number of slaves and animals that everyone had with them, in addition to the amount of gold, silver and precious objects owned. Every citizen was required to submit his statement to the public office that was most likely then subjected to investigations. With the establishment of this system was created what we now call equalization between the various contributors: lower taxation for the poor and higher for the wealthy. 

Keywords: Servio Tullio, ability to pay, Redistribution, census, roman tax 

Riassunto: Ogni Stato moderno si propone di assicurare la coesistenza, la pace, le libertà individuali, la cooperazione, ma soprattutto di garantire la tranquillità della vita sociale promuovendo il benessere e il progresso del popolo. Uno Stato per garantire i servizi sociali ha diritto all‟imposta, cioè al potere d‟imposizione, che consiste nella potestà dello Stato di prelevare dalle private economie le risorse necessarie per erogare i servizi ai cittadini.  L‟amministrazione del pubblico denaro nel periodo più antico della storia di Roma, al tempo della monarchia,  a differenza degli Stati moderni, spettava solo al re, il quale aveva tutti i poteri, tra cui anche quello di garantire la tranquillità sociale e di imporre e disporre del denaro pubblico.  Sulla imposizione dei tributi molte erano le ingiustizie perpetrate da alcuni re. Gli storici non ricordano altra imposta che quella della capitazione, che consisteva in una prestazione diretta personale chiamata tributo per testa (tributum in capita), che in un primo tempo gravava in misura uguale tanto sui ricchi che sui poveri (quindi contro ogni principio di capacità contributiva). Anzi, poiché l‟imposta veniva gestita in modo arbitrario dai funzionari, finì per gravare solo sul ceto meno abbiente.  Con l‟ascesa al trono di Servio Tullio si pose fine alle ingiustizie e si garantì quello che potremmo definire la pace sociale. Gli storici rilevano che il sesto re di Roma sia passato alla storia per le grandi innovazioni introdotte nel sistema tributario e per la grande giustizia che guidò la sua riforma finanziaria, che, pur salvaguardando i supremi interessi dello Stato, andò, sempre più incontro alle disagiate condizioni dei più bassi ceti del popolo romano.  Sono da attribuire alla riforma tributaria di Servio Tullio la istituzione delle centurie e la introduzione della ripartizione del tributo, in ragione della ricchezza posseduta da ciascun contribuente. Tale sistema di contribuzione è chiamato oggi  principio di capacità contributiva che obbliga ogni cittadino ad assolvere al dovere di solidarietà in misura proporzionale al reddito. Con la riforma tulliana nacque il primo tributo vero e proprio che Roma avesse mai conosciuto: il Tributum ex censu, che aveva i caratteri di un tributo diretto, reale e proporzionale alla ricchezza posseduta. Da attribuire ancora a Servio Tullio la istituzione del “catasto”, un registro che forniva dati precisi e circostanziati, in base ai quali avveniva la tassazione. Il catasto conteneva il nominativo di ogni cittadino, con i componenti della sua famiglia, il numero degli schiavi e degli animali che ognuno aveva presso di sé, oltre alle quantità di oro,  argento e oggetti preziosi posseduti. Ogni cittadino era tenuto a presentare la sua dichiarazione presso il pubblico ufficio che  molto probabilmente veniva poi sottoposta ad accertamenti. Con l‟istituzione di questo sistema si creò quello che noi oggi chiamiamo perequazione tra i vari contribuenti: onere tributario minore per i poveri e maggiore per i ricchi. 

Parole chiavi: Servio Tullio, capacità contributiva, redistribuzione, censo, tributi romani