Dante e la Musica nella Divina Commedia

Abstract: (Music in Dante's Divine Comedy). The earliest biographers of Dante, starting with Boccaccio, speak about Dante’s love for music. It could not be different for a true poet, sensitive to beauty, who had an open soul for every expression and every breath of life. In the medieval period, studies were shared between trivio ed quadrivio: the first included grammar, rhetoric and the dialectic; the second arithmetic, music, geometry and astronomy. Dante had a good knowledge of music, and therefore spoke with precise language and technical terms. The echo of his passion for music and his knowledge of music can be sensed in De vulgari eloquio and even more in Convivio (II, 14):«Ancora la Musica trae a sé gli spiriti umani, che sono «vapori del cuore, sicché quasi cessano da ogni operazio«ne; si è l'anima intera quando l'ode, e la virtù di tutti «quasi corre allo spirito sensibile che riceve il suono». The Divino poem can be compared to a majestic cathedral: to the greatest medieval cathedral, where everything has symmetry, number, proportion, absolute harmony: the number of canticles, the cantos, the verses of each canto, the symmetrical distribution of the episodes and the prophecies in the whole poem. All these reveal the high sense of harmony in Dante’s soul that he could not leave aside, because harmony was the substrate of his conscience. We probably could not unravel the entire inner secret of the inherent harmony in the Divino poem.

Keywords: Dante, music, conference, Timișoara, Magnoli art

Riassunto: I più antichi biografi di Dante, a cominciare dal Boccaccio, parlano dell'amore di Dante per la musica: e non poteva essere altrimenti per un poeta vero, sensibilissimo al bello, che aveva l'animo aperto ad ogni espressione e ad ogni soffio della vita. Nel medioevo gli studi erano ripartiti fra il trivio ed il quadrivio: il primo comprendeva la Grammatica, la Retorica e la Dialettica; il secondo l'Aritmetica, la Musica. la Geometria e l'Astronomia. Dante quindi conosceva la musica, perciò ne parla con precisione di linguaggio e con termini tecnici, come altrimenti non avrebbe potuto fare. L'eco della sua passione per la musica e della conoscenza che ne aveva si sente nel DE VULGARI ELOQUIO e più ancora nel CONVIVIO (II, 14) dove dice: «Ancora la Musica trae a sé gli spiriti umani, che sono «vapori del cuore, sicché quasi cessano da ogni operazio«ne; si è l'anima intera quando l'ode, e la virtù di tutti «quasi corre allo spirito sensibile che riceve il suono». Poema Divino si può paragonare ad una maestosa cattedrale: alla più maestosa cattedrale del medioevo, in cui tutto è simmetria, numero, proporzione, armonia assoluta: il numero delle cantiche, quello dei canti, quello dei versi di ciascun canto, la distribuzione simmetrica degli episodi e delle profezie durante tutto il Poema attestano dell'elevato senso di armonia che risonava nell'animo di Dante e dal quale egli non poteva in alcun modo prescindere, essendo l'armonia il substrato della sua coscienza; dell'armonia connaturata con il Poema Divino, ancora forse non siamo riusciti a svelare intero l'intimo segreto.

Parole – chiave: Dante, musica, convegno, Timișoara, Magnoli arte