“Non alla fantasia ho fatto appello, ma alla mia memoria”. Emilio Lussu: la presa di coscienza individuale che diventa cultura comune

Abstract: (“I have not relied on my imagination but on my historical memory”. How Emilio Lussu Acquired Individual Awareness and Turned his Experience into a Collective Consciousness) The purpose of this speech is to analyze the circumstances that led Sardinian writer Emilio Lussu to convey his experience across his writing. At the very beginning, Lussu was an interventionist, and he strongly supported the Italian military intervention against the German Empire and Austria-Hungary during World War I. After the war, he founded the political party Partito Șardo d’Azione (“Șardinian Action Party”), a social-democratic movement that promoted autonomy towards the ideal of independence. He considered himself an antifascist activist. Due to his radical political views, in 1927 he was sentenced to 5 years of confinement on the island of Lipari. However, he managed to escape two years later. Together with Carlo Rosselli, he founded <<Giustizia e Libertà>> (“Justice and Freedom”), an antifascist resistance movement. These events largely influenced Lussu’s subjects in literature. He could elaborate and turn them into a collective consciousness, without setting aside the importance of each individual’s experience. Lussu’s bibliography becomes thus a way to understand the tragedy of the war in Italy and Europe. The first part of this lecture will introduce these subjects and their correlation to Lussu’s historical memory. Then, we’ll analyze the major works that best reflect his literary legacy, such as La catena, Marcia su Roma e dintorni (Road to exile. The story of a Sardinian Patriot), Un anno sull’altipiano (Sardinian Brigade) and Un bombardamento notturno.

Keywords:   Antifascism,   Confinement,   Historical   memory,   Individual   awareness,   Collective consciousness

Riassunto: L’intervento ha come scopo la disamina delle forme e delle vicissitudini attraverso le quali Emilio Lussu diviene uno scrittore catalizzatore di esperienze, che rielabora e trasforma, rendendole proprie di un’immagine collettiva. Ufficiale durante la Prima guerra mondiale - schierato inizialmente su posizioni interventiste -, uno dei fondatori del Partito Șardo d’Azione - prima - e - successivamente - insieme a Carlo Rosselli, di <<Giustizia e Libertà>>, Lussu diede, inoltre, un determinante apporto alla lotta antifascista, motivo per cui, nell’ottobre del 1927, fu condannato al confino sull’isola di Lipari, dalla quale riuscì a evadere nel luglio del 1929. Ciò che emerge dallo scrittore e politico sardo è la grande capacità di convogliare in elaborati letterari di grande livello le vicende drammatiche del singolo, le quali diventano una sorta di metro di giudizio relativo alla storia italiana ed europea dei primi decenni del Novecento. Il presente contributo si suddivide in due parti. Dapprima verranno trattati alcuni aspetti principali concernenti la memoria storica di Lussu, che saranno la base fondante delle sue opere più importanti. In secondo luogo - mediante il collegamento a La catena, a Marcia su Roma e dintorni e al libro sulla Prima guerra mondiale, Un anno sull’altipiano, senza tralasciare un racconto di recente pubblicazione come Un bombardamento notturno - saranno esaminati quei testi letterari, nei quali quella stessa memoria storica dell’autore sembra manifestarsi maggiormente.

Parole chiave: Antifascismo, Esilio, Memoria storica, Autocoscienza, Collettività