Memorie Collettive Fluide: i Fiumi Po e Tevere fra Fascismo e Rappresentazione Letteraria

Abstract: (Fluid Collective Memories: the Rivers Po and Tiber between Fascist Ideology and Literary Representation) The notion of collective memory (Halbwachs, 1992/1925) is of central importance in the modern social sciences, although it remains highly controversial in its conceptualization: Hirst (2008) encapsulates the two ends of a spectrum in which collective memory is seen as a social representation contained “in the world” or as shared individual memories. The current work aims at exploring how these two positions are not mutually exclusive, but rather coexist and are useful in distinguishing between different types of collective memory. Two rivers of the Italian peninsula, the Po and the Tiber, will exemplify how the same segment of the world can be the object of a collective memory understood both as a social representation that transcends individual minds, and as a direct result of shared individual memories. More specifically, we will first investigate the transcendent symbolic meanings that both rivers have acquired from the fascist ideological apparatus; secondly, through the analysis of two contemporary works of travel literature [Il Po si racconta (Rea, 1996) and Storie lunghe un fiume (Romani & Vinti, 2006)], we will explore how multiple shared individual memories are able to shape collective memories by themselves. To conclude, we aim at clarifying that defining a collective memory as completely independent or completely dependent on multiple individual memories is a matter of understanding the essence of a specific collective memory, rather than a realistic race for the conquest of a pure conceptualization.

Keywords: Memory, Fascism, Romanitas, Po, Tiber.

Riassunto: La nozione di memoria collettiva (Halbwachs, 1992/1925) è di importanza centrale nelle scienze sociali moderne, sebbene rimanga molto controversa nella sua concettualizzazione: Hirst (2008) incapsula le due estremità di uno spettro in cui la memoria collettiva è vista come una rappresentazione sociale contenuta “nel mondo” o come memorie individuali condivise. L’attuale lavoro mira ad esplorare come queste due posizioni non si escludano a vicenda, ma siano piuttosto coesistenti e utili nella differenziazione fra diversi tipi di memoria collettiva. Due fiumi della penisola italiana, il Po e il Tevere, esemplificheranno come lo stesso segmento del mondo possa essere oggetto di una memoria collettiva intesa sia come rappresentazione sociale che trascende le menti individuali, sia come risultato diretto di memorie individuali condivise. Più specificamente, indagheremo dapprima i significati simbolici trascendenti che entrambi i fiumi hanno acquisito dall’apparato ideologico fascista; in secondo luogo, attraverso l’analisi di due opere contemporanee di letteratura di viaggio [Il Po si racconta (Rea, 1996) e Storie lunghe un fiume (Romani & Vinti, 2006)], esploreremo come molteplici memorie individuali condivise siano in grado di plasmare memorie collettive. Per concludere, miriamo a chiarire che definire una memoria collettiva come completamente indipendente o completamente dipendente da molteplici memorie individuali è una questione di comprensione intorno all’essenza di una specifica memoria collettiva, piuttosto che una realistica gara per la conquista di una concettualizzazione pura.

Parole chiave: Memoria, Fascismo, Romanità, Po, Tevere